Consegna della Carta del Coraggio in Parlamento

“Un po’ in ritardo, ma ci siamo riusciti”. È iniziata così, con una battuta ad alta voce, scherzosa e allegra, della Presidente della Camera dei Deputati Laura Boldrini, la cerimonia della consegna della Carta del Coraggio dei rover e dalle scolte di San Rossore nelle mani della terza carica della Repubblica. Una battuta che ha segnato l’adempimento della promessa fatta dalla Presidente agli scout a San Rossore, nell’agosto 2014, e ha colorato di spontaneità tutta la “giornata particolare” dei 170 alfieri invitati a Montecitorio, in rappresentanza dei 456 della Route nazionale.

Per la prima volta nella storia dell’AGESCI (e della Repubblica) 170 scout tra i 16 e i 21 anni, insieme a una trentina di capi, hanno portato nella casa della democrazia italiana, il Parlamento, la Carta che raccoglie le loro aspirazioni, proposte e impegni. Ma soprattutto, nella Sala dove sono conservati il verbale originale del referendum istituzionale del 1946 e la prima copia della Costituzione della Repubblica, hanno offerto la testimonianza di un impegno che si è già tradotto in iniziative concrete, tramite le “azioni di coraggio”, in tutta Italia.

“La nostra presenza qui rivela uno sguardo lungo e paziente sull’educazione”, ha detto la Presidente del Comitato nazionale AGESCI Marilina Laforgia, ringraziando Laura Boldrini. Ed Elena Bonetti, Incaricata nazionale alla Branca Rover/Scolte ha aggiunto: “La Carta del Coraggio nasce dall’agire appassionato di molte comunità di ragazzi, oltre 1500, che questi giovani rappresentano: hanno fatto esperienze belle, che hanno permesso loro di rendere migliore il territorio in cui vivono”.

Il racconto a più voci delle azioni di coraggio, portato da sette rover e scolte e dal sindaco di Ginosa, Vito De Palma ha rivelato volti, temi e sfide di questo impegno: Davide, del Clan del Portici 2, ha raccontato di come un cortometraggio possa svelare ai cittadini i meccanismi economici che alimentano l’illegalità e i traffici della camorra; Vincenzo (Termoli 3) ha condiviso il lavoro della sua comunità per superare la paura del “diverso” di fronte agli immigrati; Flavio (Potenza 3) ha presentato l’impegno del suo Clan per migliorare la raccolta differenziata; Maddalena (Caldiero 1, Verona) ha parlato del percorso fatto sul tema del gioco d’azzardo e sul progetto Associamoci in Gioco, che ha creato una rete tra associazioni contro questa piaga.

E ancora: la carenza di spazi di aggregazione sociale ha spinto Riccardo e i suoi compagni di Clan dei gruppi Livorno 7 e 9 a inventarsi due momenti di attivazione nel proprio quartiere; la percezione di una ignoranza diffusa sul tema dell’immigrazione e dei richiedenti asilo ha portato Giulia, insieme alle ragazze e ai ragazzi del Motta di Livenza 1 (Treviso), ad affrontare un lungo percorso di conoscenza e impegno su questo tema; infine Andrea, del Cisterna 2 (Latina), ha raccontato di come la sua comunità ha affrontato il tema del lavorare con passione.

La testimonianza di Vito De Palma, sindaco di Ginosa, ha permesso di guardare le cose “dall’altra parte”, con gli occhi di chi ha accolto la disponibilità dei gruppi Ginosa 2 e Marina di Ginosa 1: “Molti amministratori – ha detto De Palma – hanno voglia di essere pungolati, stimolati, sfidati dagli scout e dal loro impegno: continuate su questa strada”.

Il sigillo su questo racconto fatto di azioni e servizio è arrivato con la consegna ufficiale della Carta da parte di Agnese, Presidente del Consiglio Nazionale dei Rover e delle Scolte, nelle mani di Laura Boldrini. “La vostra azione e la vostra convinzione sono boccate di ossigeno. Se ci sono giovani come voi in questo Paese significa che il Paese ce la farà”, ha detto la Presidente della Camera dei Deputati, che ha accolto le richieste alla politica sottolineate da Agnese nella consegna della Carta con l’impegno a sollecitare le altre istituzioni, dall’Anci al Ministero della Pubblica Istruzione, così come gli stessi deputati a confrontarsi con le proposte dei rover e delle scolte.

Boldrini ha voluto rimarcare il volto migliore, spesso più nascosto, che le istituzioni conservano: “Alla politica dobbiamo chiedere di più, ma dobbiamo anche difendere le istituzioni”. E ha concluso sottolineando come l’inclusione perseguita anche da tante azioni dei rover e delle scolte sia il cardine della vita democratica: “La democrazia è tanto più in salute in quanto non lascia nessuno indietro”.

La cifra finale è però anche nelle risposte date, alla fine della visita dell’emiciclo, di fronte alle 170 camice azzurre seduti sui banchi dei deputati. A partire da una, sul bilancio, dopo due anni, del proprio personale impegno nella vita politica: “Anche la mia vita è molto più complicata e difficile, ma tutto questo ha un senso – ha detto Boldrini – . Perché c’è bisogno di impegno, di energie, di generosità, per il Paese e il bene comune. Mettendo al centro ciò che fa di una società, una comunità”.

Paolo Piacenza

Si ringrazia Matteo Bergamini per le foto

Qui il video integrale della giornata.

Le parole della Presidente Laura Boldrini su Facebook

Non è un gioco, ma un importante esercizio di democrazia, che si traduce in precise richieste. Ecco il senso della ‘Carta del Coraggio’ che oggi 206 Guide e Scout mi hanno consegnato alla Camera dei deputati.

Sono arrivati da tante regioni italiane, in rappresentanza dei 30mila scout che avevo già incontrato lo scorsa estate al loro raduno nazionale, la Route Nazionale che si è tenuta a San Rossore, e sono contenta di averli accolti a Montecitorio a Porte Aperte, insieme ai cittadini desiderosi di visitare il palazzo.

I giovani dell’Agesci hanno deciso di essere protagonisti del cambiamento attraverso quelle che chiamano ‘azioni di coraggio’. Oggi ne hanno raccontato alcune: Flavio ha testimoniato l’impegno per la riduzione dei rifiuti a Potenza, Davide quello per il contrasto alla criminalità organizzata in Campania e Giulia il percorso di consapevolezza sull’accoglienza dei migranti in Veneto. Tutte esperienze di partecipazione vera, buona e bella i cui protagonisti sono ragazze e ragazzi pronti a fare sentire la propria voce e ad assumersi responsabilità per costruire un futuro migliore.

E’ stato emozionante sentire Agnese elencare i punti essenziali della ‘Carta del Coraggio’, il documento conclusivo di questo lungo lavoro sui territori, che sintetizza l’impegno di mettersi al servizio del Paese per cambiarlo e migliorarlo. Io farò la mia parte per portare avanti le loro proposte: rappresenterò ai gruppi parlamentari la domanda di approvare una legge di cittadinanza per i figli di stranieri nati in Italia e di istituire la ‘Giornata nazionale del servizio’, così come sensibilizzerò i ministri competenti su altre motivate richieste, dall’educazione ambientale agli organi locali consultivi giovanili.

Ogni loro azione di coraggio è una boccata d’ossigeno, un contributo positivo per il nostro Paese, un impegno che spero sia contagioso.

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