Convegno Fede – Domenica 17

loreto-tuttiTre città, un unico convenire. Così è iniziato il Convegno fede e così si è concluso: con una voce unica da Catania, da Loreto, da Trento.
La giornata è iniziata con la preghiera delle lodi nei gruppi di lavoro che hanno discusso ed hanno definito le priorità e gli strumenti sui quali l’associazione dovrà lavorare nel prossimo futuro.
Dai gruppi di lavoro forte è uscito il richiamo ad essere Chiesa, a far si che l’associazione non sia referenziale a se stessa, ma si apra con coraggio ad essere Chiesa per educare alla fede.
E questo si è percepito nel discorso conclusivo tenuto da padre Alessandro Salucci, assistente generale dell’AGESCI, che in diretta audio, collegato in contemporanea con Catania, Trento e  Loreto ha cercato di fare sintesi di tutti gli spunti e di tutte le proposte uscite dai gruppi di lavoro.
“È arrivato il momento, ha detto padre Alessandro, che i capi ripartano dalla Parola di Dio perché l’associazione possa diventare laboratorio della fede.”
Il Convegno apre, deve aprire, per tutti noi una fase di ricerca di nuovo, perché il convegno stesso è nato  per aprire una stagione associativa.
La domanda “Ma voi chi dite che io sia?” ha avuto veramente la forza di un richiamo, come a risvegliare la fame e la sete della Parola e il desiderio di raggiungere la fonte dell’acqua fresca.
“Chi è qui è venuto spinto da una motivazione personale e profonda. Capi giovani, molti. Non sempre accompagnati fin qui dal cammino delle comunità capi. Potrebbe essere una sfida cruciale, imparare a vivere le nostre comunità capi anche come occasioni per sperimentare la comunità cristiana, il cammino cristiano, che non ammette solitudini”, e continuando padre Alessandro ha invitato tutti ad avere come bussola per il prossimo futuro tre pilastri:

– i pensieri di Baden Powell sull’importanza di Dio nella vita di ognuno;

– il Concilio Vaticano II;

– la preghiera e l’ascolto dello  Spirito Santo senza l’aiuto del quale nella Chiesa non è possibile agire.

“Siamo gli ultimi che riescono a dialogare con i ragazzi” è risuonato quasi come un grido carico di ansia, di preoccupazione, ma è risuonato anche come la scoperta di una responsabilità nuova, non soltanto nei confronti dei giovani, ma anche nei confronti della nostra Chiesa.

Siamo chiamati, come capi educatori alla fede, ad esercitare per mandato della Chiesa l’esercizio della profezia, lavorando sulla formazione alla fede e teologica di tutti i capi dell’associazione.
Lo scautismo deve farsi strada nella fatica della vita parrocchiale e della Chiesa locale facendosi anche carico del cammino dell’iniziazione cristiana, si delinea come nostra specifica missione la catechesi del primo annuncio.
Il convegno fede è stato solo il punto di partenza, lo start, da qui l’associazione deve ripartire affidandosi alo Spirito Santo e curando la preghiera personale e comunitaria. Il messaggio finale di padre Alessandro si è levato quasi come un grido accorato: “Facciamoci guidare dallo Spirito Santo per essere Associazione nella Chiesa, per la Chiesa e con la Chiesa, diventiamo  Comunità di testimoni certi di ciò che testimoniano, comunità capi come luogo dello scautismo adulto, dove accade che reciprocamente ci si accompagni a intrecciare indissolubilmente fede e vita, mentre si progettano e si preparano per i ragazzi esperienze di vita capaci di suscitare la Fede.
Al termine dell’intervento di padre Alessandro la preghiera e il mandato missionario a tutti capi presenti e per loro tramite ad ogni comunità capi, ha concluso una tappa importante dell’associazione , che ha  dato avvio ad una nuova primavera dello Spirito.

One thought on “Convegno Fede – Domenica 17

  1. L’agesci ha sempre avuto il merito di interrogarsi, fare verifica, su un percorso e rivederne ogni cosa. Mi auspico che una riflessione in tal senso porti una ventata nuova su una tematica importante, diversamente non saprei a cosa servirebbe quella C in AGESCI: da cristiani negli scout e da scout nella chiesa si diceva una volta.

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