Convegno Fede – Venerdì 15

dscn7249Si è aperto alle 19.00 il Convegno Fede dell’AGESCI a Loreto, Trento e Catania, dopo 30 anni dall’ultimo convegno Giona a Venezia, Firenze e Bari.

La zona Lecce Adriatica partecipa con una delegazione di 20 capi che lavoreranno nei gruppi di lavoro per branca L/C, E/G ed R/S, Fo.Ca., Quadri.

Alle 19 in punto, a Loreto, siamo stati accolti nella Basilica Santa Casa dall’arcivescovo della Prelatura territoriale di Loreto, mons. Giovanni Tonucci, che nalla preghiera del Vespro ha introdotto il convegno e spiegato, agli oltre 900 capi AGESCI presenti, le origini della Santa Casa.

Tre mura originarie (autenticate da studi archeologici) della casa nativa di Maria trasportate nel territorio di Recanati (oggi Loreto) durante l’invasione turca della Terra Santa. Attorno alle mura, nei secoli, è stata costruita una Chiesa ed attorno a questa l’attuale Basilica.

Alla preghiera del Vespro è seguito “il passaggio in Santa Casa”: emozione fortissima toccare con mano le mura che hanno visto crescere Maria, Immacolata Concezione, donna del Sì, madre di Gesù Cristo e Madre Nostra.

All’accoglienza, in cui ha preso la parola anche l’Assistente Generale dell’AGESCI p. Alessandro Salucci, è seguita la cena per tutti i convenuti: è da lodare l’organizzazione, finora perfetta, del Convegno Fede che ha permesso, sin da subito, di entrare nel vivo del tema e in una spiritualità mariana che sta nutrendo lo spirito dei tanti capi che sono giunti a Loreto.

La veglia di preghiera serale, che a causa del mal tempo non è potuta essere itinerante in Loreto, è iniziata in una anfiteatro gremito di fazzolettoni di mille colori introducendo il tema “Ma voi, chi dite che io sia?” con una lettura animata a più voci e con tecniche multimediale del passo dell’Annunciazione. Alla plenaria in anfiteatro è seguito un momento suddivisi per grandi gruppi in cui si è lanciato e riflettuto su chi sia Gesù Cristo per noi capi scout in AGESCI. Il dibattito si è sviscerato, poi, in gruppi più ristretti per poi essere condiviso, con una parola, nell’originario grande gruppo. A seguire ogni gruppo ha vissuto una testimonianza della realtà di servizio presente nella regione Marche: una “Risposta” ad una “Chiamata” con un sì convinto, un sì tanto simile a quello di Maria.

La veglia è terminata nell’anfiteatro (dove era iniziata) con la benedizione dell’A.E. che ha tenuto le fila di tutto il percorso.

Momento molto significativo è stato riporre, su una riproduzione cartacea della Santa Casa, il personale sasso portato da casa con su scritto il proprio nome ed un servizio al quale, ciascun capo, ha risposto “Sì”. Alla fine della veglia ogni capo ha preso un sasso a caso come testimonianza che rispondere alla chiamata è possibile, seguendo l’esempio di Maria.

Una chiesa, quindi, ed una casa costruita da tanti sassi, mattoni diversi: sentiamoci mattoni della Chiesa, dell’assemblea dei convocati, convenuti, a cui ad ognuno è chiesto di rispondere con il proprio talento. Una Chiesa che si fa casa, una chiesa che respira, si muove, vive. La nostra Chiesa che anche in AGESCI siamo chiamati a portare in ogni luogo che la nostra azione educativa ci suggerisce.

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