Mons. Fernando Filograna è vescovo eletto di Nardò-Gallipoli

Mons_FilogranaFonte: http://www.corrieresalentino.it

Grande gioia per l’Arcidiocesi di Lecce, Papa Francesco ha nominato Mons. Fernando Filograna vescovo di Nardò-Gallipoli. L’annuncio è stato dato questa mattina, nella Sala del trono dell’Episcopio: l’arcivescovo Domenico Umberto D’Ambrosio ha letto ai sacerdoti la comunicazione giunta dal Vaticano e ha espresso la lode ed il ringraziamento al Signore per quello che ha definito “primo, fidato, puntuale, saggio, perspicace, solerte e vigile collaboratore e mediatore”.

“Popolo santo di Dio che vivi in Lecce – ha concluso -, canta il tuo Magnificat al Signore e accompagna con la tua quotidiana preghiera questo eletto che si prepara a ricevere il dono dello Spirito per essere annunziatore mite e coraggioso della Parola che a lui verrà consegnata, profeta di speranza certa, testimone di amore generoso e donato al popolo santo che lo attende con giusta e non rimandabile pazienza”.

Subito dopo l’annuncio, tutte le campane delle chiese della diocesi hanno suonato a festa.

L’attuale Vicario Generale della diocesi metropolitana sarà ordinato vescovo il prossimo 14 settembre, festa dell’Esaltazione della Santa Croce.

Di seguito riportiamo le parole dell’arcivescovo di Lecce al clero diocesano.

“Carissimi,

un grande, sicuro, significativo dono oggi viene fatto alla nostra Chiesa: Papa Francesco ha scelto uno dei nostri migliori presbiteri, il Vicario Generale don FERNANDO FILOGRANA come Vescovo di Nardo’-Gallipoli

Tutta la nostra Chiesa rende lode al Signore per questo dono grande: ha scelto un nostro presbitero per il ministero episcopale, chiamandolo a guidare la Chiesa sorella di Nardò-Gallipoli come distributore della grazia del supremo sacerdozio, araldo e dottore della fede, pastore e guida del suo popolo santo.

Don Fernando lo conosciamo, lo stimiamo, lo amiamo. E’ un sacerdote secondo il cuore di Cristo.

Da 36 anni è al servizio della nostra Chiesa. Per molti anni (1978-1996), come Padre Spirituale e Rettore del nostro Seminario, ha educato molti di voi, nel delicato periodo dell’adolescenza e della giovinezza, a discernere i segni della chiamata al sacerdozio.

Per diciassette anni ha guidato con sapienza, con intelligenza spirituale, con dedizione generosa, con autentico spirito sacerdotale, la Parrocchia Maria SS. Assunta in Trepuzzi (1996-2007) e la Parrocchia San Giovanni Maria Vianney in Lecce (dal 2007 ad oggi).

Collaboratore fedele in vari incarichi del compianto arcivescovo Ruppi, per quattro anni l’ho avuto accanto in qualità di Vicario Generale come primo, fidato, puntuale, saggio, perspicace, solerte e vigile collaboratore e mediatore.

Mi è stato di prezioso aiuto nel conoscere la diocesi e le persone. Ho da dirgli un grande grazie per questa collaborazione e per l’esemplare testimonianza di una vita sacerdotale vissuta nella fedeltà, nella sobrietà, nella dedicazione ai fratelli attraverso il ministero dell’accoglienza sacramentale e della guida spirituale.

Ci priviamo e mi privo di una preziosa fraternità, ma siamo certi di donare alla Chiesa tutta e alla Chiesa di Nardò-Gallipoli un sacerdote che la consacrazione episcopale col dono dello Spirito, trasformerà in annunciatore e testimone della Parola, in economo della grazia divina per i fratelli a lui affidati, e in pastore che guiderà il suo popolo conoscendo, amando e chiamando tutti per nome, pronto ad offrire la sua stessa vita.

Vi ripeto le parole che il mio venerato arcivescovo Mons. V. Vailati scrisse nel suo diario spirituale ( a me consegnato dalla sorella ) il giorno della pubblicazione della mia nomina a vescovo di Termoli-Larino il 14 dicembre 1989: ”don d’Ambrosio è un dono alla Chiesa e una perdita per la diocesi. La sua sostituzione crea grossi problemi”. Queste parole valgono anche per don Fernando.

Ora, fratelli tutti , popolo santo di Dio che vivi in Lecce, canta il tuo Magnificat al Signore e accompagna con la tua quotidiana preghiera questo eletto che si prepara a ricevere il dono dello Spirito per essere annunziatore mite e coraggioso della Parola che a lui verrà consegnata, profeta di speranza certa, testimone di amore generoso e donato al popolo santo che lo attende con giusta e non rimandabile pazienza.

Con affetto fraterno”.

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