Quello che dovete saperedi me, la parola ai ragazzi

ORA TOCCA A NOI!

Carissimi,
dal 31 marzo è nelle librerie, edito da Feltrinelli, il volume “Quello che dovete saperedi me, la parola ai ragazzi”.
È parte del lascito della Route nazionale 2014. Un dono, abbiamo voluto definirlo, certi che così possa essere sentito e accolto da ciascuna comunità capi e da ciascun capo.
Il volume propone, ordinandone in un flusso narrativo i diversi tratti, una inedita immagine dei rover e delle scolte dell’AGESCI, composta di lettere, che fungono da tasselli di un mosaico. Prende forma, così, una altrettanto inedita immagine di una generazione di ragazzi e ragazze di questo nostro Paese.
Questi scritti – richiesti, come ricorderete, allo scopo di condurre una indagine sociologica – sono il frutto di una generosità, di unaQuelloCheDoveteSapereDiNoi disponibilità alla verità di sé e di una serietà maturate sulle Strade del Coraggio, negli spazi di quel protagonismo autentico su cui si volle scommettere sin dal principio dell’impresa di San Rossore.
Dunque sono il dono di tutti i nostri rover e di tutte le nostre scolte.
Pensammo subito di avere nelle mani qualcosa di tanto prezioso da non poter essere trattenuto. Per questa ragione ne è stata decisa la pubblicazione.
Mai, crediamo (e non siamo i soli a crederlo), la nostra generazione di adulti ha potuto disporre di una verità tanto limpida, diretta e profonda sui propri giovani, una sorta di lente di verità con cui continuare a guardarli, ascoltarli, accompagnarli.
Su tutti noi ricade ora un compito: condividere questo dono, con tutti gli adulti – genitori, insegnanti, istruttori, amministratori – che con noi, in ciascuna realtà, guardano, ascoltano, accompagnano i ragazzi.
Nelle forme che si crederanno opportune, ciascuna comunità capi potrà promuovere azioni di dialogo, confronto, incontro, interne ed esterne all’associazione, nello spirito di quelle alleanze educative che sentiamo tanto necessarie all’educazione.
La generosità dei nostri ragazzi, il loro coraggio di affidarsi a noi deve avere un senso. Ma lo dobbiamo anche e soprattutto a tutti quei ragazzi che non hanno scritto lettere, a cui nessuno ha mai chiesto: che cosa dobbiamo sapere di te?
Pensiamo, in modo particolare, a quel popolo giovane che sono i migranti (a cui andranno i proventi della vendita del libro, attraverso la fondazione Migrantes della CEI) a cui proprio i rover e le scolte hanno guardato con responsabilità, impegno e intelligenza.
Confidiamo in ciascuna comunità capi.

Marilina Laforgia e Matteo Spanò
Presidenti del Comitato nazionale AGESCI

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